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| Aldo da Carini PA |
| ip 88.147.42.119 |
| il 02/04/2026 09:41:14 |
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| Sono deluso e amareggiato. Non tanto per l’eliminazione dell’Italia dai Mondiali, ma per come è arrivata. Non abbiamo perso contro una grande squadra: abbiamo perso contro noi stessi. Non abbiamo giocato.
E lo dico sapendo che qualcuno mi darà del pazzo:
la responsabilità principale è di Donnarumma.
Sì, è un grande para-tutto, nessuno lo nega.
Ma un portiere moderno non deve solo parare: deve costruire.
E invece Donnarumma ha passato tutta la partita a regalare palloni alla Bosnia.
Nei rinvii è stato il loro dodicesimo uomo.
Giocavamo 12 contro 10. Così non vinci mai.
Un portiere che rinvia “a muzzu”, che non centra i compagni, che consegna il pallone agli avversari 9 volte su 10, mette la squadra in apnea per 90 minuti.
E infatti siamo rimasti schiacciati, incapaci di ripartire.
Poi togli Kean e Retegui, gli unici in grado di tenere palla, creare profondità e far respirare la squadra… e diventa un pallottoliere.
E per finire: non metti Pio Pio a tirare il primo rigore.
Il primo è psicologia pura: serve uno con il ghiaccio nelle vene.
L’Italia non dovrebbe ridursi così.
Non è la sconfitta: è la perdita di identità.
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