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| Athos da Palermo |
| ip 217.203.108.154 |
| il 08/09/2010 13.37.46 |
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Buongiorno Aquile! Ho letto gli ultimi post che si soffermano sul tema societario. Con molta umiltà faccio notare che la posizione di coloro i quali ci scheriamo, senza pedissequamente appiattirci su posizioni di difesa della società, non è da definire filosocietaria. Il diritto di critica è un caposaldo di democrazia per carità! Di acquisita maturità di coloro i quali non sono di certo "sudditi", qualunque sia l'ambito del vivere al quale si voglia applicare il termine suddetto, ma "cittadini". Persone quindi che si muovono in un contesto di eguaglianza. Ma altrettanta dignità, proprio in forza di tale diritto, occorre accreditare a chi sostiene con onestà intellettuale tesi di condivisione, anche parziale, con il progetto societario senza per questo sentirsi appioppata la nomea di "filosocietario". Detto ciò, preambolo a quanto pare imprescindibile, per evitare di sentirsi piovere addosso lo stereotipo del siciliano piagnone che sa solo subire e mai assumere posizioni nette e produttive, mi soffermo a riflettere sulle critiche piovute addosso al presidente Zamparini. Con l'atteggiamento proprio del personaggio, cioè irruento ed a volte poco diplomatico egli si è "guadagnato" l'ostracismo del "palazzo". Già questo aspetto, personalmente, lo rende simpatico. Di cosa lo si accusa? Di aver portato la serie "A" dopo oltre un trentennio? Spazzando via anni ed anni di gestioni asfittiche ad opera di presidenti i quali non brillarono certo pr i risultati raggiunti? Lo si accusa di averci portato in europa? Lo si accusa di aver "sistemato" il Palermo nella zona medio-alta della classifica (più alta che medio per la verità..) in modo stabile? Lo si accusa di aver portato a Palermo calciatori che altrimenti avremmo visto solamente attarverso le immagini televisive oppure campeggiare ( con maglie di certo di altre squadre) dalle figurine panini ? Lo si accusa di aver "costretto" i grandi media nazionali ad aprire loro malgrado una linea d credito nei confronti del Palermo? Lo si accusa di lottare, con armi economiche evidentemente impari, con gli squadroni del nord e di far si che quasta lotta spesso ci veda trionfare su quei campi dove prima non avevamo nessun titolo per mettervi piede? Tralasciando in tutto cià la VERGOGNA di un tifo nostrano più acceso da trasporto e passione per la strisciata di turno che per la nostra squadra... (quello si indice di ignoranza e senso fortissimo di abitudine ad essere dominati dallo straniero..).Tralasciando il piacere della "liberazione" dalle umiliazioni subite quando si arrancava penosamente e miseramente nel campionato cadetto... quando andare a giocare a Varese o a Como piuttosto che a Monza oppure a Piacenza, era sinonimo di sconfitta certa! Mi chiedo come sia possibile criticare un imprenditore il quale ha costruito una realtà VINCENTE in una città dove ogni più insignificante ambito del vivere civile va a scatafascio! Nella nostra realtà, il Palermo Calcio, rappresenta un fiore all'occhiello, un'eccezione e un modello da seguire.....Non valutare quest'aspetto, tenuto conto della nauseabonda e terrificante realtà nella quale viviamo, risulta francamente incomprensibile... Che Zamparini possa avere il suo tornaconto economico nella gestione della Società non mi pare reato di lesa maestà. D'altronde essendo un imprenditore e non un appartenente all'ordine delle Clarisse la ricerca se possibile di un profitto ( comunque inteso come ricaduta economica positiva per la Società e non certo personale...) ma di sicuro il pareggio di bilancio, deve essere aspetto primario. L'obiettivo dell'autofinanziamento societario credo sia un aspetto al quale nessuno possa rinunciare. Non ci sono tanti Moratti in giro..... D'altronde se i veneziani sono miseramente scomparsi sotto "l'acqua alta" dell'anonimato una volta andato via Zamparini credo che un motivo ci sia. Ma davvero è stato dimenticato il nostro passato? Da sempre ho sentito la leggenda metropolitana dello stadio stracolmo, di "quarantamila abbonati", nel caso dell'agognata promozione in serie "A" ...Niente di tutto questo! Escludendo il primo anno, mi pare che a parte le solite partite contro le strisciate e poche altre, si sia assistito ad un disimpegno da parte della gente nei confronti della sqadra...Di presenze allo stadio degne da città di medie dimensioni... Si chiede molto ma non si è disposti a dare altrettanto... Chiudo con un ultimo pensiero.Ricordiamoci il disimpegno di Sensi e l'atmosfera di immobilismo che caratterizzò quei periodi. Siamo cittadini e non sudditi, critichiamo la società negli aspetti che meritano critiche. Non buttiamoci in un gioco al massacro che porterebbe probabilmente al disimpegno del patron frulano ed all'apertura di scenari dificilmente valutabili. Un saluto e scusate il mio dilungarmi.
Ps. Caro Matteo posto totalmente il tuo pensiero in merito.
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